Recensione Sony Alpha 7 IV: quarta generazione della full frame più venduta

Sono serviti tre anni per rinnovare quasi completamente una delle mirrorless full frame più apprezzate di sempre, sto ovviamente parlando della Sony Alpha 7 III, iconica macchina che oggi può permettersi di pensare alla pensione e lasciare il passo alla nuova generazione Alpha 7 IV che abbiamo provato nelle scorse settimane.

Il passaggio era fortemente atteso da chi ha osservato con interesse l’A7 III ma ha (giustamente) atteso una nuova tornata, sperando nella casa giapponese per il giusto mix di funzioni e migliorie. Ci saranno riusciti oppure si tratta di un mero restyling?

COSA CAMBIA DAVVERO (E FA LA DIFFERENZA)

Ci sono storie che vanno raccontate per bene, andando ben oltre ciò che una semplice lista di specifiche tecniche può far saltare all’occhio. Andiamo quindi con ordine.

La nuova arrivata pesa otto grammi in più della precedente (658g in tutto), un nulla nonostante all’interno le cose siano cambiate e il volume sia maggiore; la presa è decisa, c’è più spazio e il grip assomiglia molto a quello di tante reflex, dando un’idea di macchina più concreta anche agli occhi dei più scettici. Sony ha poi cambiato un po’ le carte in tavola e migliorato ghiere e pulsanti, posizionati in modo più efficace ed intuitivo. Penso al tasto “Rec” che passa dal pannello posteriore alla parte superiore, facile da raggiungere e cliccare quando necessario, lo abbiamo trovato decisamente più comodo.

Più macchinoso invece il tastino del selettore che permette di passare da “Foto” a “Video” e “S&Q”, molto utile per ciò che riguarda la possibilità di dividere le impostazioni ma un po’ scomodo da manovrare, si trova infatti in un angolo cieco, per cui serve fare un po’ di pratica, nulla di trascendentale. Sempre sulla stessa ghiera la scelta delle modalità e degli eventuali profili, tutto sembra più chiaro e ben suddiviso rispetto al passato. Aiuta in questo anche la ghiera che permette di cambiare i tempi dell’otturatore, adesso bene in vista a fianco della terza ed ultima, quella di compensazione dell’esposizione che guadagna un tastino di blocco/sblocco certamente utile, così da non pasticciare inavvertitamente su questi valori.

Un tocco di fresco anche per le porte, sempre posizionate sul lato sinistro ma adesso con degli sportellini più rigidi e meglio ancorati; migliore disposizione di tutto, a partire dai due jack audio da 3,5mm per microfono esterno e cuffie (uno sotto l’altro). Resta la USB-C, ma adesso si parla di una USB 3.2 Gen2 da 10Gbps, confermata anche una “Multi” su micro USB, cambia invece la HDMI che finalmente è proposta in formato standard Type-A (addio adattatori). Infine, piccolo dettaglio, il secondo slot per le SDcard – quello in alto – è stato migliorato per ospitare anche le velocissime CFexpress Type-A (come sulla A7 SIII).

DISPLAY AL PASSO CON I TEMPI

Un esempio di ripresa con la modalità focus map attiva: confessiamo di aver trovato questa visualizzazione ancora acerba e fonte di un po’ troppa confusione a danno della composizione.

Se c’è una cosa per cui sentivo l’esigenza di una nuova generazione di “Alpha 7 xx” – tralasciando per un attimo la possibilità di registrare video in 4K oltre i canonici 30fps – è proprio lo schermo, sulla A7 III poco luminoso e fedele, ancorato ad un meccanismo che io considero ormai passato. Dalla sorella maggiore A7S III arriva anche questo componente, sto parlando di un display LCD da 3 pollici decisamente più luminoso, preciso al touch e orientabile su due assi.

Questione di abitudini e di gusti, c’è chi di noi sente già la nostalgia del vecchio sistema e chi invece prova entusiasmo per il cambio di paradigma. Chi realizzata video anche in solitaria non avrà tuttavia dubbi, poter ribaltare il pannello e dare un check continuo all’inquadratura senza accessori esterni non ha prezzo.

Cambia anche il mirino elettronico OLED, adesso proposto ad una risoluzione di 3,68 milioni di punti fino a 120fps anziché 2,36 mln di punti a 60fps. Coloro che utilizzano l’A7 III noteranno la differenza, ma siamo lontani dai 9,44 milioni di punti dell’A7 SIII.

NUOVO SENSORE D’IMMAGINE, NUOVA VITA

Il bello della Sony Alpha 7 IV è la sua natura ibrida, stiamo infatti parlando di una perfetta via di mezzo per chi ha bisogno di scattare foto ad alta qualità e realizzare video di ottimo livello. Per fare tutto questo, oltre all’enorme know-how accumulato dalla casa giapponese in questi anni, serve tanta tecnologia, e quindi: processore Bionz XR e nuovo sensore d’immagine full frame CMOS Exmor R da 33MP.

I vantaggi sono molteplici. Partiamo dal range dinamico fino a 15+ stop su foto e video, un passo in avanti notevole che permette di operare in condizioni più complesse ed ottenere contenuti molto soddisfacenti. Si ha quindi maggior spazio di manovra in condizioni di scarsa luminosità, meno rumore di fondo, più luce e valori ISO massimi che variano sulla A7 IV dai 50-204800 per le foto ai 100-102400 per i video.

Un frame di video in 4K realizzato con la medesima lente

Tanto più dettaglio grazie al sensore d’immagine, ci avviciniamo così alla full frame A7R IV che con il suo Exmor R full frame da 61MP ha fatto gola a tanti fotografi, seppur qualcuno lamenti un peso a volte eccessivo delle immagini e i 33MP dell’A7 IV potrebbero essere un giusto compromesso.

Dall’ammiraglia arriva poi il sistema di autofocus, biglietto da visita dell’intera famiglia in questi anni che alza ulteriormente il livello: 759 punti per una copertura del 94%, Real-time tracking ancora più rapido e Real-time Eye AF per esseri umani, animali e volatili sia per foto che per video, esattamente come per l’Alpha 1. La messa a fuoco è semplicemente più rapida e precisa e la cosa si nota, seppur si partisse già da un ottimo livello.

Velocità di Refocus maggiore ed un nuovo strumento che si chiama “Focus Map”, capace di visualizzare molto chiaramente gli elementi a fuoco, ciò che sta davanti e dietro grazie a colori accesi e molto chiari. Difficile sbagliare con un simile assistente software.

Sony parla anche di una miglior stabilizzazione ottica in-body a 5 assi, un piccolo miglioramento che a volte abbiamo notato e altre meno, non si tratta di un vero stravolgimento. Se volete avere un’idea delle differenze abbiamo realizzato una piccola comparativa che mostra l’A7 III e l’A7 IV nelle medesime condizioni.

VIDEO IN 4K A 60FPS (MA IN SUPER35)

I sessanta frame per secondo erano dovuti alla massima risoluzione, Sony ha tuttavia voluto alzare il piede dall’acceleratore e limitato leggermente questa nuova mirrorless, lasciando all’A7S III il compito di far sognare videomaker e aspiranti tali che vogliono il 4K a 120fps 10bit 4:2:2. Su questo modello bisogna quindi accontentarsi del 4K a 30p senza crop (sull’A7 III ricordo che il fattore è di 1.2x) e del 4K a 60p inSuper35 e crop 1.6x.

Qualche passo nella giusta direzione c’è anche sui formati e sui bitrate, il processore Bionz XR riesce infatti a gestire un flusso dati maggiore; ci è piaciuto molto il Full HD in 4:2:2 a 10bit e il profilo PP11 cinetone che ha grande gamma dinamica e colori molto fedeli alla realtà, il giusto compromesso, a nostro avviso, per chi non vuole avventurarsi nel color grading del sLog3. L’A7 IV si spinge fino a 600Mbps (come sull’A7S III).

Dalle Sony di nuova generazione arriva poi la nuova interfaccia, un mondo che ormai abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare dopo anni di inutili giri all’interno dei mille menu racchiusi nelle vecchie Alpha, tra cui anche la 7 III. Non ci sono cambiamenti di sorta rispetto all’A7S III, il sistema è il medesimo e la disposizione su schede orizzontali permette di visualizzare con estrema facilità gli elementi utili. Peccato solo per alcune traduzioni inglese-italiano, oggettivamente poco intuitive.

Connettività migliorata con WiFi dual-band a 2.4-5GHz, standard più rapido e stabile per i trasferimenti che avvengono sempre tramite la medesima applicazione. Purtroppo non abbiamo potuto saggiare più di tanto certe funzionalità di trasferimento perché il sample a disposizione ha mostrato qualche limite di compatibilità, nulla di strano quando si parla di modelli ancora non presenti ufficialmente sul mercato.

COSA È ANCORA MIGLIORABILE

Ben felici di vedere una HDMI in pieno formato e sportellini più solidi di quelli precedenti, dobbiamo tuttavia segnalare una certa difficoltà di gestione degli spazi quando si collegano microfoni, cuffie, cavi dati e video. Si potrebbe ancora fare qualcosa per migliorare la situazione, questa disposizione o sistema non è infatti così comoda come sembra, per quanto sia difficile pretendere molto di più visto il poco spazio in gioco.

Rispetto all’A7 III non vengono poi risolti i problemi legati all’otturatore elettronico, il che significa poter avere qualche fastidio nella sincronizzazione con certe luci e delle fastidiose bande nere come mostrato nella nostra video recensione. Per ovviare basta utilizzare l’otturatore meccanico, certamente meno discreto in certe situazioni.

Ribadisco il limite del 4K a 60fps in Super35 che croppa, si ottiene utilizzando una porzione minore del sensore d’immagine e si perde inevitabilmente in qualità e luminosità, con il rischio d’incorrere in immagini meno rappresentative per la serie. Attenzione quindi ad abusarne. Restano poi i problemi di rolling shutter già visti sull’A7 III, lo si nota piuttosto facilmente quando ci si muove rapidamente.

SPECIFICHE TECNICHE

  • Sensore d’immagine retroilluminato full-frame Exmor R CMOS da 33,1 MP
  • Processore Bionz XR
  • Registrazione video in 4K 60 fps 10bit 4:2:2 (Super35), 4K 30 fps (no crop), FHD 120p
  • Sensibilità max fino a ISO 102400 (video) e 204800 (foto)
  • AF a 759 punti a rilevamento di fase, cpertura del 94%
  • Real time Eye AF foto e video per animali, volatili e persone
  • Bitrate massimo 600 Mbps
  • 15+ stop di range dinamico
  • Mirino elettronico OLED da 3,68 milioni di punti
  • Doppio slot per schede UHS-I/UHS-II e per CFexpress Type A
  • Display touch orientabile su due assi da 3 pollici
  • Raffica fino a 10 fps
  • Misure pari a 131 x 96 x 79 mm e peso di 658g (batteria inclusa)
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CONCLUSIONI

Per valutare la Sony Alpha 7 IV bisogna guardarla da più punti di vista, analizzare un po’ ciò che gli sta intorno e il target a cui potrà puntare molto presto. Uno dei suoi vantaggi indiscussi è la sua natura poliedrica, è infatti una mirrorless che si fa amare da fotografi e videomaker, seppur questi ultimi sapranno sin dall’inizio a quale compromesso vanno incontro.

I professionisti o appassionati che puntano a clip di alta qualità senza se e senza ma dovrebbero puntare dritti all’A7S III, e questo appare abbastanza scontato, ma servono circa mille euro in più e i limiti fotografici di quest’ultima non sono da sottovalutare. L’A7 IV potrebbe quindi essere la giusta via di mezzo per tanti, disposti a pagare i 2.799 euro di listino (solo corpo) e puntare ad una macchina adesso più complessa, completa e mirata. Ci sarebbe piaciuto raccontare questa storia dopo mesi di lavoro sulla macchina ma il tempo è sempre tiranno, ciò nonostante le premesse di una nuova fotocamera dei record (di vendita) ci sono tutte e Sony sembra aver bilanciato bene le forze per non snaturare la sua completissima line-up.

fonte HDBlog

staff

Articolo redatto dallo staff di danielearmillotta.eu

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